Passa ai contenuti principali

Cartesio 2

 DIO COME GARANTE DELL’ “EVIDENZA”

Secondo Cartesio il soggetto è sicuro della propria esistenza come essere pensante, quindi ha certezze delle proprie idee, queste idee si distinguono in:
-idee avventizie—> derivanti dall’esperienza
-idee fattizie—> inventate dal soggetto
-idee innate—> non provenienti né dall’esperienza né dal soggetto
tra esse vi è l’idea di Dio dalla quale deriva che Dio esiste.
Infatti l’idea innata di Dio come essere perfetto:
-non può scaturire da un essere imperfetto—> proporzionalità tra la perfezione di un’idea e la perfezione della sua causa
-deve scaturire da un essere perfetto (Dio) che l’ha impressa nella mente umana—> argomento del “marchio di fabbricazione“
-implica necessariamente l’esistenza di Dio (il concetto di perfezione assoluta include l’esistenza)—> prova ontologica

Secondo Cartesio se Dio esiste ed è l’essere perfetto allora Dio è buono e non inganna gli uomini dunque:
-la facoltà conoscitiva degli uomini è affidabile 
-è vero ciò che la ragione ci presenta in modo chiaro e distinto

Commenti

Post popolari in questo blog

l'idealismo etico di Fichte

Fichte sostiene che l’Io è un processo creativo e infinito che si articola in tre momenti : •tesi→ l’Io pone se stesso⇾  si rivela come attività auto creatrice •antitesi→ l’Io pone il non-Io⇾   produce l’altro da sé come oggetto e ostacolo indispensabile alla sua attività •sintesi→ l’Io oppone, nell’Io, all’Io divisibile un non-Io divisibile⇾   si particolarizza nei singoli io empirici e finiti contrapposti alle cose del mondo sostiene che: - la natura e il mondo non possono esistere in modo indipendente dall’Io , il quale pone il non-io e si determina come io empirico grazie all’ immaginazione produttiva  - il compito dell’uomo è affermare la propria libertà , infatti il mondo esiste in funzione dell’attività dell’uomo e del suo auto perfezionamento ↳ primato della vita morale rispetto a quella teoretica Secondo Fichte l’uomo ha il suo fine nella società , la quale ha l’obiettivo di realizzare la completa unità di tutti i suoi membri grazie alle due ...

il problema estetico nella Critica del giudizio

Nella critica del giudizio si analizza la facoltà del sentimento (=facoltà del giudizio) intesa come organo dei giudizi riflettenti i quali:  si distinguono da⇾ i giudizi determinanti (dell’ intelletto) che “ determinano ” l’oggetto fenomenico unificando il molteplice attraverso le categorie dell’intelletto  si distinguono in⇾ giudizi estetici e giudizi teleologici si afferma che → il giudizio estetico nasce dal sentimento (di piacere o di dispiacere) esso è:  contemplativo e disinteressato universale ⇾ infatti in tutti gli uomini esiste un senso comune , il quale coglie l’accordo tra l’immagine della cosa e le nostre esigenze di unità e finalità , la bellezza non è nelle cose ma nel soggetto che la percepisce → il sublime è il sentimento dell’illimitato e si distingue in:  sublime matematico ⇾ ha per oggetto la "grandezza della natura" sublime dinamico ⇾ ha per oggetto la "potenza della natura" → il giudizio teologico deriva da un’esigenza ...

il problema della conoscenza della critica della ragion pura

I GIUDIZI DELLA SCIENZA E LA "RIVOLUZIONE COPERNICANA" Nella critica della ragion pura Kant afferma che: occorre condurre un’analisi sui fondamenti della conoscenza al fine di appurare quali sono le condizioni di possibilità della scienza e capire se è possibile una metafisica come scienza , a questo scopo, si analizzano le proposizioni della scienza (i giudizi). Nella sua opera sostiene che i giudizi si distinguono in tre tipologie :  →  analitici • in essi il predicato esplicita solo il contenuto del soggetto                 • possiedono universalità e necessità ma non accrescono il sapere →  sintetici a posteriori • in essi il predicato aggiunge novità al soggetto                                  • accrescono il sapere ma sono particolari e contingenti   → sintetici a priori • accrescono il sapere (essendo sintetici)   ...